Vai al Contenuto Vai alla navigazione del sito

LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA III (029AR)

A.A. 2018 / 2019

Lingua insegnamento 

italiano

Obiettivi formativi 

D1_Scopo del laboratorio, a cui contribuiscono i tre moduli di Composizione architettonica, Restauro architettonico e Architettura degli interni, è l’acquisizione di conoscenze relative a:
- teoria della progettazione, con particolare attenzione alla sua elaborazione in età contemporanea,
- strumenti della progettazione architettonica alle diverse scale di edifici più o meno complessi in rapporto al programma funzionale e all’articolazione degli spazi
- tecniche compositive inerenti alle logiche organizzative e formali secondo le quali il manufatto si definisce nelle sue parti e si relaziona al contesto
- problematiche e significato dell’intervento di restauro, in rapporto all’obiettivo (esclusivo o prevalente) di conservare le testimonianze costruite pervenute dal passato, in vista della loro trasmissione al futuro
- strumenti di indagine, rilievo e progetto di restauro, di “riuso” e di adeguamento funzionale.
E acquisizione di capacità di comprensione relative a:
- analisi dell’esistente nei suoi molteplici aspetti, formali e materiali
- comprensione e rappresentazione dei fenomeni di degrado fisico-materico e dissesto strutturale in atto
- significato delle azioni sul costruito e definizione di nuove funzioni compatibili con l’esistente (il cosiddetto “riuso”) nel momento in cui nuove esigenze d’uso, ma anche di senso dei luoghi rispetto alla loro storia, richiedono trasformazioni in termini di modifiche planimetriche e spaziali, adeguamento impiantistico e strutturale, progettazione di elementi (in aggiunta) in grado di garantire l'assolvimento delle nuove funzionalità.
D2_L’esercitazione progettuale, a cui contribuiscono i tre moduli del laboratorio, ha come obiettivo l’acquisizione della capacità di applicare poi queste conoscenze e capacità di comprensione affrontando un caso concreto e un contesto e osservabile direttamente.
D3_Il risultato atteso è che gli studenti maturino una consapevolezza critica rispetto alle azioni sull’esistente, la sua conservazione e valorizzazione, anche in rapporto con il contesto urbano, inclusi i significati sociali e etici connessi.
D4_ è obiettivo del laboratorio lo sviluppo di capacità comunicative delle operazioni di analisi e di progetto attraverso la predisposizione di elaborati grafici, relazioni di progetto e modelli fisici e attraverso l’esposizione orale delle scelte operate e delle metodologie applicate.
D5_Infine è obiettivo del laboratorio l’acquisizione di capacità di astrarre, rispetto al processo progettuale messo in atto nell’esercitazione, metodologie operative e di apprendimento applicabili ad altre occasioni progettuali, siano esse proposte didattiche di corsi successivi che, in futuro, reale pratica professionale.

Prerequisiti 

Gli studenti devono avere sostenuto l’esame del Laboratorio di progettazione architettonica 1 e 2 (propedeuticità prevista dal regolamento del CdS).
E’ richiesta la conoscenza delle tecniche di rappresentazione dell’architettura e la capacità di realizzare modelli fisici. È importante il possesso di conoscenze di base di storia dell'architettura, tecniche costruttive, tecnologia dei materiali.

Contenuti 

Il laboratorio di progettazione architettonica 3 prevede il contributo pluridisciplinare della Composizione architettonica, del Restauro architettonico e dell’Architettura degli interni. È il primo laboratorio all’interno del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Architettura in cui il progetto si propone specificamente come intervento sull’esistente.
La didattica del laboratorio pone al centro l’elaborazione di un progetto, inteso non come obiettivo fine a se stesso ma come percorso di acquisizione metodologica, strumento di lavoro e approfondimento delle discipline afferenti, di elaborazione di categorie critiche e di criteri progettuali.
L’esercitazione progettuale, a cui contribuiscono i tre moduli del laboratorio, ha come oggetto il Parco Basaglia, ex Ospedale Psichiatrico di Gorizia.
Delle possibili destinazioni d’uso per l’area e per alcuni singoli edifici si discuterà a lezione, anche con l’intervento di diversi soggetti coinvolti nella gestione del sito.
Indipendentemente dalla destinazione funzionale, questo luogo offre a chi deve progettarne un futuro possibile, diversi temi di riflessione:
- dell’identità (della città, delle architetture e di chi le abita)
- del limite (nelle accezioni materiali e immateriali)
- della memoria (della storia delle vicende umane e della consistenza materiale degli edifici).

Metodi didattici 

Il laboratorio prevede diverse modalità didattiche: lezioni tenute dai docenti o da personalità invitate, discussioni e correzioni seminariali degli elaborati di progetto, revisioni individuali o in gruppi degli elaborati di progetto. sono previsti sopralluoghi dell’area di studio.

Programma esteso 

La didattica del laboratorio pone al centro l’elaborazione di un progetto, inteso non come obiettivo fine a se stesso ma come percorso di acquisizione metodologica, strumento di lavoro e approfondimento delle discipline afferenti, di elaborazione di categorie critiche e di criteri progettuali.
L’esercitazione progettuale, a cui contribuiscono i 3 moduli del laboratorio, Composizione architettonica 3, Restauro e Architettura degli Interni, ha come oggetto il Parco Basaglia, ex Ospedale Psichiatrico di Gorizia.
Delle possibili destinazioni d’uso per l’area e per alcuni singoli edifici si discuterà a lezione, anche con l’intervento di diversi soggetti coinvolti nella gestione del sito.
Indipendentemente dalla destinazione funzionale, questo luogo offre a chi deve progettarne un futuro possibile, diversi temi di riflessione:
- per l’impianto e le trasformazioni di cui è stato oggetto: parco di un ospedale modello, concepito nei primi del Novecento per essere protetto ma dare la percezione di continuità con la città, poi circondato da un muro, non solo materiale e attualmente disgregato tra più enti proprietari.
- per l’adiacenza al confine: prima italo-jugoslavo, quindi frontiera tra blocco occidentale e blocco filo sovietico, oggi confine italo-sloveno tra stati della stessa Unione Europea impegnati in iniziative di sviluppo transfrontaliero
- per le vicende che ha ospitato: l’avvio dell’esperienza dello psichiatra Franco Basaglia che ha portato alla chiusura dei manicomi e a una rivoluzione nella cura del disturbo mentale ma anche a un mutamento nel modo di concepire normalità, esclusione, integrazione, con tutte le conseguenze sulla trasformazione fisica degli spazi relativi a queste categorie.
Si propone agli studenti di sviluppare, anche attraverso lo strumento del progetto, riflessioni sui temi:
- dell’identità (della città, delle architetture e di chi le abita)
- del limite (nelle accezioni materiali e immateriali)
- della memoria (della storia delle vicende umane e della consistenza materiale degli edifici).
Scopo del laboratorio è l’acquisizione di conoscenze relative a:
- teoria della progettazione, con particolare attenzione alla sua elaborazione in età contemporanea,
- strumenti della progettazione architettonica alle diverse scale (compresa quella degli interni) di edifici più o meno complessi in rapporto al programma funzionale e all’articolazione degli spazi
- tecniche compositive inerenti alle logiche organizzative e formali secondo le quali il manufatto si definisce nelle sue parti e si relaziona al contesto
- problematiche e significato dell’intervento di restauro, in rapporto all’obiettivo (esclusivo o prevalente) di conservare le testimonianze costruite pervenute dal passato, in vista della loro trasmissione al futuro
- strumenti di indagine, rilievo e progetto di restauro, di “riuso” e di adeguamento funzionale.
E acquisizione di capacità di comprensione relative a:
- analisi dell’esistente nei suoi molteplici aspetti, formali e materiali
- comprensione e rappresentazione dei fenomeni di degrado fisico-materico e dissesto strutturale in atto
- significato delle azioni sul costruito e definizione di nuove funzioni compatibili con l’esistente (il cosiddetto “riuso”) nel momento in cui nuove esigenze d’uso, ma anche di senso dei luoghi rispetto alla loro storia, richiedono trasformazioni in termini di modifiche planimetriche e spaziali, adeguamento impiantistico e strutturale, progettazione di elementi (in aggiunta)

Modalità di verifica dell'apprendimento 

L’esame finale prevede la verifica conclusiva dell’esercitazione progettuale, svolta in gruppo o individualmente (a seconda dei diversi moduli del laboratorio).
La valutazione terrà conto:
- della correttezza degli elaborati e della loro efficacia nel descrivere le indagini conoscitive e le scelte progettuali (valutata sia attraverso le revisioni durante il corso che attraverso l’esame delle relezioni, dei materiali grafici e dei modelli consegnati il giorno dell’esame)
- della consapevolezza raggiunta dagli studenti rispetto alle scelte effettuate e sulla coerenza metodologica del processo progettuale sviluppato (colloquio in sede d’esame in cui agli studenti è richiesto di illustrare e motivare il progetto elaborato).
- dello studio individuale sui temi del laboratorio (colloquio con riferimento alla bibliografia del corso)
La valutazione terrà anche conto del “diario delle revisioni” redatto dai docenti e dai loro collaboratori e dunque della continuità, coerenza e costanza con cui il lavoro è stato condotto.

Altre informazioni 

Ulteriori informazioni, più specifiche sul programma delle singole discipline afferenti al laboratorio, sono disponibili sul Syllabus dei rispettivi moduli e sulle pagine Moodle dei singoli corsi.
Strumenti a supporto della didattica (layout per la redazione delle tavole finali, materiali cartografici e storici sull’area di progetto, eventuali slide e testi relativi a specifiche lezioni) sono disponibili su Moodle nelle pagine dei singoli corsi.

Testi di riferimento 

Le bibliografie delle singole discipline afferenti al Laboratorio sono disponibili sul Syllabus dei rispettivi moduli e sulle pagine Moodle dei singoli corsi.