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COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA 4 (999AR1)

A.A. 2019 / 2020

Docenti 
Periodo 
Primo semestre
Crediti 
6
Durata 
48
Tipo attività formativa 
Caratterizzante
Percorso 
[PDS0-2015 - Ord. 2015] comune
Syllabus 
Lingua insegnamento 

italiano

Obiettivi formativi 

D1- Conoscenze e capacità di comprensione
Conoscenze avanzate di tipo interdisciplinare atte a leggere e analizzare contesti urbani complessi e programmi architettonici multifunzionali per redigere progetti architettonici e urbani atti a rispondere a tali contesti

D2- Capacità di applicare conoscenze e comprensione
capacità di applicare le conoscenze analitiche acquisite in un elaborazione progettuale a più livelli (rappresentazione grafica, relazione scritta, sviluppo programamtico dimensionale, valutazione costruttiva)

D3-Autonomia di Giudizio
Capacità di sviluppare giudizi autonomi sulle strategie d'intervento in un contesto urbano complesso

D4- Abilità comunicative
Capacità di comunicare le conoscenze acquisite e le ipotesi progettuali, sia a livello grafico che testuale.

D5 capacità di apprendimento
Capacità di rielaborare e trasferire le conoscenze acquisite anche ad altri contesti, relativi al costruito e siti urbani esistenti

Prerequisiti 

Laboratorio di progettazione architettonica III

Contenuti 

Il progetto che verrà assegnato al modulo di composizione architettonica avrà per oggetto un insediamento urbano esistente con la richiesta della sua trasformazione e riconversione a nuovi usi con parti di nuova edificazione, parti di riuso di strutture esistenti e ridefinizione di tutti gli spazi aperti.
L’architettura si posiziona oggigiorno su di una sottile linea in bilico tra una tradizione disciplinare ereditata dal passato e la complessità della cultura contemporanea. Le categorie dello spazio, della tecnologia, della funzionalità e della forma architettonica non sembrano più capaci di comprendere la frammentazione e la multidirezionalità dell’esperienza odierna. L’aprirsi alla molteplicità è una sfida affascinante ma comporta anche rischi. L’influenza dei mezzi di comunicazione rende tutto accessibile ma spesso riduce realtà complesse a meri segni e oggetti di consumo. Spesso gli architetti sono ingannati dall’iconicità di molte rappresentazioni e non si rendono conto che queste sono solamente un livello superficiale di una realtà che comprende anche una dimensione culturale, sociale e materiale.
Progettisti e studenti devono assumersi la responsabilità di sviluppare una coscienza critica ed essere capaci di tradurre le diverse sfaccettature della realtà attraverso i mezzi espressivi propri dell'architettura. Qualunque sia il problema da affrontare, non dobbiamo dimenticare che i progettisti operano con lo spazio e i materiali, con gli usi e gli utenti, con una tradizione ereditata e inserendo manufatti in insediamenti esistenti. La vera sfida è incorporare la complessità culturale e sociale in vere strutture tridimensionali abitabili. Ogni elemento architettonico dovrebbe essere capace di parlare di molte cose e, parallelamente, di mantenere una propria specificità.
Non esiste, tuttavia, un modo certo e univoco per raggiungere ciò: c’è una continua dialettica tra cultura e materialità, tra espressione e operatività, tra specificità e astrazione. Alcuni degli interventi contemporanei più interessanti hanno un valore narrativo; sono capaci di raccontare una realtà creando un’interfaccia a più livelli che dialoga criticamente con il contesto dove essi si pongono. In tal modo resistono alla riduzione a pura immagine e assumono una presenza “stratificata” che pone questioni sulla realtà insediativa, sociale e culturale: tali questioni si evolvono e si modificano nel tempo, rispondendo ai cambiamenti dell’ambiente. L’architettura diventa così un dispositivo relazionale che apre a sempre nuove letture. Dialgona inoltre con struttre e siti esistenti, trasformandone le relazioni e i significati in un'attività di modificazione semantica.
Metterla in pratica diventa una continua sfida: l’architettura è operativa ed elusiva allo stesso tempo; nel momento in cui definisce qualcosa, apre nuovi problemi; lavora con elementi fisici ma ha bisogno di ripensare continuamente il modo con cui essi sono disposti. Se la didattica della progettazione è capace di suggerire questo continuo bisogno di interrogare, essa darà una curiosità culturale ininterrotta. Ogni progetto diventerà un'occasione per rivedere certezze e discutere nuove idee.
Durante il semestre gli studenti affronteranno un progetto composto da molteplici realtà: verrà richiesto di relazionarle con un lavoro di analisi del contesto e del programma, con una ricerca di precedenti significativi, con un’elaborazione progettuale che verrà sviluppata a livello costruttivo.

Metodi didattici 

Il Laboratorio di Progettazione Architettonica IV si articola in tre moduli didattici: composizione architettonica, restauro architettonico, problemi strutturali dell’edilizia storica.
I tre moduli sono strettamente coordinati tra loro e assumono l’area studio come pretesto per la verifica degli assunti teorici dei differenti approcci disciplinari.
Oltre che da seminari di tipo progettuale, ogni singolo modulo sarà costituito da lezioni teoriche finalizzate alla illustrazione critica delle diverse metodologie di intervento e alla messa a punto di strumenti disciplinari, che troveranno campo di applicazione nell’area oggetto di sperimentazione progettuale.
Il tema progettuale, introdotto da un serie di lezioni propedeutiche e di testi da leggere, sarà articolato da tre esercizi che organizzeranno il semestre in fasi successive.

Modalità di verifica dell'apprendimento 

Ogni esercizio, presentato pubblicamente durante revisioni comuni che avverranno al termine di ogni fase, sarà valutato dalla docenza e riceverà un voto parziale che contribuirà al voto finale. Ogni esercizio sarà costituito da tavole grafiche, da un plastico e da una relazione e consegnato alla docenza in formato grafico digitale ( tavole grafiche, testi e foto del plastico).
La presenza in classe durante le ore di laboratorio è obbligatoria. Il docente vuole parlare con ogni studente o gruppo il più spesso possibile in modo da strutturare gradualmente il processo progettuale.

Altre informazioni 

Altre informazioni, così come i materiali didattici del Laboratorio e dei singoli moduli che lo compongono, saranno messe a disposizione dai docenti sulla piattaforma Moodle.

Testi di riferimento 

Sul rapporto tra architettura e città:
Steen Eiler Rasmussen, Architetture e Città, Mazzotta, Milano, 1973
M. Christine Boyer, The City of Collective Memory, MIT Press, Cambridge 1996

Sul riuso e il dialogo con l'esistente:
Ignasi del Solà Morales, “Dal Contrasto all'Analogia. Trasformazioni nella Concezione dell’Intervento Architettonico ”, in Lotus International, 46, 1985, pp.37-45
Bruno Reichlin, “Riflessioni sulla Conservazione del Patrimonio Architettonico” in Riuso del Patrimonio Architettonico, numero monografico dei Quaderni dell'Accademia di Architettura, Mendrisio, a cura di Bruno Pedretti e Bruno Reichlin, pp.11-30, 2011

Sul pensiero costruttivo:
Kenneth Frampton: Tettonica e Architettura, Poetica della Forma Architettonica nel XIX e XX Secolo, Skira, Milano 1999.
AA.VV. (a cura di Pietro Valle), “Il Cantiere”, n.2 della rivista Viceversa, Giugno 2015
http://www.zeroundicipiu.it/2015/07/01/viceversa-2-il-cantiere/


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