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Sbocchi professionali

Ingegnere Chimico

Funzioni: Le principali funzioni di un ingegnere Chimico sono connesse alla capacità di gestire la complessità, di formulare giudizi sulla base di informazioni limitate o incomplete, di progettare e condurre indagini analitiche, attraverso l'uso di modelli e sperimentazioni anche complesse, sapendo valutare criticamente i dati ottenuti e trarre conclusioni; alla capacità di indagare l'applicazione di nuove tecnologie per progettare soluzioni a problemi complessi, anche poco noti o interdisciplinari. Pertanto, l’ingegnere Chimico può operare in studi di progettazione e laboratori di ricerca e sviluppo, pubblici e privati, ricoprendo la mansione di progettista-ricercatore e, dopo avere acquisito la dovuta esperienza, anche come responsabile
Competenze:

     1. Industrie Chimiche, Alimentari, Farmaceutiche e di Processo,

     2. Ditte operanti nei settori del risparmio energetico, del disinquinamento e della sicurezza nei luoghi di lavoro

     3. Centri di Ricerca pubblici e privati

Le competenze dell’ingegnere Chimico si possono essenzialmente dividere in due grandi categorie: Processo e Principi. Nel primo caso le competenze acquisite nel corso di Laurea Magistrale in Ingegneria di Processo e dei Materiali sono impiegate per l’ottimizzazione ed il controllo di impianti chimici già esistenti e, meno frequentemente, per la progettazione di nuovi impianti. Tra i vari impianti vanno annoverati i classici impianti petrolchimici, quelli relativi alla chimica fine e tutta quella vasta gamma di impianti dedicati al recupero energetico ed al trattamento di fluidi e terreni inquinati. Nel secondo caso, invece, le competenze acquisite servono per studiare e modellizzare diversi fenomeni fisici (quali, ad esempio, il trasporto di calore, massa ed energia) che possono giocare un ruolo molto importante in diversi dispositivi tecnologici e di ricerca come, ad esempio, i sistemi farmaceutici per il rilascio controllato di farmaci. In altre parole, l’ingegnere Chimico principista si dedica ai principi fisici alla base del funzionamento di molte apparecchiature/dispositivi. Dunque, in genere, l’ingegnere Chimico di Processo ha un taglio più “pratico” mentre il principista ha una maggiore vocazione teorica

Sbocco: Le opportunità di impiego, in ampi campi di variabilità per ruoli e mansioni, si collocano presso: industrie chimiche, alimentari, farmaceutiche e di processo; aziende di produzione, trasformazione, trasporto e conservazione di energia, sostanze e materiali; laboratori industriali; strutture tecniche della pubblica amministrazione deputate al governo dell'ambiente e della sicurezza; centri di ricerca pubblici e privati.

Ingegnere Industriale e Gestionale

Funzioni: Le principali funzioni di un ingegnere Industriale e Gestionale, formato dal presente corso di Laurea Magistrale, sono connesse alla capacità di gestire la complessità e di formulare giudizi sulla base di informazioni limitate o incomplete. A differenza, però, dell’ingegnere Chimico e dell’Ingegnere dei Materiali, il suo focus non è più necessariamente rivolto a tematiche di tipo tecnico/scientifico ma all’applicazione delle metodologie apprese nel corso di laurea per la gestione del personale, per la gestione di progetti tecnico-scientifici e per la direzione di stabilimenti. Tale figura professionale è, in genere, associata a soggetti maturi che hanno acquisito esperienza sul campo, lavorando nel settore chimico e dei materiali. In altre parole, nell’ingegnere Industriale e Gestionale, si fondono armoniosamente una solida preparazione tecnico-scientifica ed una spiccata abilità manageriale
Competenze:

     1. Industrie Chimiche, Alimentari, Farmaceutiche e di Processo,

     2. Ditte operanti nei settori del risparmio energetico, del disinquinamento e della sicurezza nei luoghi di lavoro

     3. Centri di Ricerca pubblici e privati

Le competenze dell’ingegnere Industriale e Gestionale sono principalmente associate alla gestione di personale, commesse, progetti vari e gruppi di ricerca. Se in grandi realtà ciò corrisponde alla quasi totalità degli impegni di questo tipo di ingegnere, nelle piccole realtà possono anche essere richieste specifiche competenze tecnico-scientifiche. Infatti, nelle piccole realtà produttive, il contatto con la produzione e la ricerca e sviluppo possono essere molto più forti che non in grandi realtà.

Sbocco: Le opportunità di impiego, in ampi campi di variabilità si collocano presso: industrie chimiche, alimentari, farmaceutiche e di processo; aziende di produzione, trasformazione, trasporto e conservazione di energia, sostanze e materiali; laboratori industriali; strutture tecniche della pubblica amministrazione deputate al governo dell'ambiente e della sicurezza; centri di ricerca pubblici e privati.

Ingegnere dei Materiali

Funzioni: Le principali funzioni di un ingegnere dei Materiali sono connesse alla capacità di gestire la complessità, di formulare giudizi sulla base di informazioni limitate o incomplete, di progettare e condurre indagini analitiche, attraverso l'uso di modelli e sperimentazioni anche complesse, sapendo valutare criticamente i dati ottenuti e trarre conclusioni; alla capacità di indagare l'applicazione di nuove tecnologie per progettare soluzioni a problemi complessi, anche poco noti o interdisciplinari. Pertanto, l’ingegnere dei Materiali può operare in studi di progettazione e laboratori di ricerca e sviluppo, pubblici e privati, ricoprendo la mansione di progettista-ricercatore e, dopo avere acquisito la dovuta esperienza, anche come responsabile

Competenze:

      1. Industrie Chimiche, Alimentari, Farmaceutiche e di Processo,

     2. Ditte operanti nei settori del risparmio energetico, del disinquinamento e della sicurezza nei luoghi di lavoro

     3. Centri di Ricerca pubblici e privati

Le competenze dell’ingegnere dei Materiali sono principalmente associate alla struttura ed alle proprietà dei materiali più diversi. Tra questi possiamo ricordare i metalli e le loro leghe, i materiali inorganici (come, ad esempio, i vetri, i semiconduttori ed i materiali ceramici), i polimeri naturali e sintetici e, ormai da qualche anno, anche i tessuti viventi. A ben guardare, l’ingegnere dei Materiali non si limita a studiare e capire le diverse proprietà dei materiali, ma si pone anche l’importantissimo obiettivo di mettere in relazione le proprietà micro-nano-scopiche (caratteristiche strutturali del materiale) con il comportamento macroscopico del materiale stesso. Infatti, è proprio questo il punto nodale della moderna progettazione dei materiali con proprietà e caratteristiche sempre più raffinate per l’impiego in diversissimi campi di ricerca e tecnologici.

Sbocco: Le opportunità di impiego, in ampi campi di variabilità per ruoli e mansioni, si collocano presso: industrie chimiche, alimentari, farmaceutiche e di processo; aziende di produzione, trasformazione, trasporto e conservazione di energia, sostanze e materiali; laboratori industriali; strutture tecniche della pubblica amministrazione deputate al governo dell'ambiente e della sicurezza; centri di ricerca pubblici e privati.